Storia di Santa Lucia: come diventò Santa |Culto a Siracusa

Santa Lucia (Siracusa, 283 – Siracusa, 13 dicembre 304) è stata una martire cristiana, morta durante le persecuzioni di Diocleziano a Siracusa; è venerata come santa dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa. Le sue spoglie mortali sono custodite nel Santuario di Lucia a Venezia.

12/12/2018 13:37

Santa Lucia nacque alla fine del terzo secolo da una famiglia ricca e nobile di Siracusa. Purtroppo rimase orfana di padre a soli 5 anni d’età e la madre Eutichia soffriva di forti emorragie da cui non riusciva a guarire. La figlia, devota cristiana, convinse un giorno la madre ad andare a Catania, per pregare sul sepolcro di Sant’Agata e implorare la grazia della guarigione.

Madre e figlia arrivarono a Catania il 5 febbraio del 301, giorno sacro a Sant’Agata e subito si recarono al sepolcro della santa a pregare. Mentre erano intente alla preghiera, Lucia ebbe una visione: la santa le diceva che non aveva bisogno di chiedere la grazia a lei, perché grazie alla sua fede la madre era già guarita. E poi Sant’Agata le rivelò che anche lei  un giorno sarebbe diventata Santa. La madre effettivamente guarì e le due donne rientrarono a Siracusa.

La visione di Sant’Agata avevano fatto capire a Lucia qual era la via che voleva intraprendere nelle sua vita.

 

Fu così che Lucia iniziò a dare i suoi averi e la sua dote ai poveri, aiutando le vedove e alcuni ministri del culto cristiano. Purtroppo il suo comportamento non passò inosservato agli occhi di un ragazzo che aveva sperato di sposarla. Così, per vendetta della speranza delusa, il giovane denunciò Lucia come cristiana al prefetto di Siracusa e fu portata per questo motivo davanti al tribunale. Pascasio, il prefetto, sapendo che era nobile, ricca e vedendola così bella, dapprima la trattò con gentilezza. Ma pian piano che il processo procedeva ed era chiaro che Lucia non avrebbe rinunciato alla sua fede cristiana, Pascasio ordinò che fosse trascinata in un luogo di perdizione.

 

E fu allora che avvenne un prodigio: lo Spirito Santo fece in modo che Lucia fosse inamovibile. Provarono a trascinarla i più forti soldati, provarono a legarla mani e piedi e a tirare tutti insieme, alla fine si tentò anche con un paio di buoi: ma nulla. La ragazza restava dov’era. Il prefetto arrabbiatissimo e convinto che il prodigio potesse essere solo opera di una strega, ordinò che fosse arsa viva sul posto. Ma le fiamme non ebbero presa sulle vesti e sulla persona di Lucia. Alla fine, accecato dalla rabbia, Pascasio fece uccidere Lucia con un pugnale.

Prima di morire, con le sue ultime parole, Lucia profetizzò l’imminente fine della persecuzione contro la chiesa cristiana, con la caduta dell’Imperatore Diocleziano. Era il 13 dicembre del 304 e da quel giorno questa data è dedicata alla Santa Martire. La madre Eutichia seppellì la figlia a sulla tomba fece scolpire una colomba, portatrice della pace che Lucia aveva profetizzato. E infatti, poco tempo dopo fu data la pace alla chieda cristiana da Costantino. Nel punto dove la martire aveva reso l’anima a Dio, fu eretto un tempio e il culto di Santa Lucia si diffuse rapidamente in tutta la cristianità.

Spesso nei dipinti e nelle statue la Santa è rappresentata con i suoi stessi occhi su un vassoio, ma non c’è nessuna testimonianza che dovette subire una tortura agli organi della vista. Probabilmente è diventata protettrice degli occhi per via del significato del suo nome: Lucia deriva dal latino “lux” che significa luce.

Le sue spoglie mortali sono custodite nel Santuario di Lucia a Venezia.

 

 

La festa di Santa Lucia a Siracusa

 

Oggi, vigilia della festa di Santa Lucia, è uno dei momenti più emozionanti per la città.

Nella chiesa della Cattedrale, dopo l’apertura della nicchia in cui il simulacro è conservato tutto l’anno, questa mattina 12 dicembre alle 11,30 c’è l’atteso appuntamento della traslazione della Patrona nell’altare centrale.

Per domani, 13 dicembre, giorno della festa, come ogni anno verranno sparati 13 colpi alle ore 8:00, in ricordo degli antichi colpi di cannone e alla processione, tra le prime al mondo per partecipazione, con decine di migliaia di fedeli al seguito, partecipano delegazioni provenienti da tutto il mondo: “Un momento particolarmente intenso, a cui prenderanno parte anche delegazioni provenienti dall’Argentina, da Atene e Belgrado. Inoltre non ci sarà solto il nostro sindaco ma anche i primi cittadini di Buscemi, Palazzolo, Ferla, Carlentini, Priolo e Canicattini, a testimonianza di come Santa Lucia sia praticamente riconosciuta come la Patrona dell’Arcidiocesi di Siracusa, in una comunità religiosa che diventa sempre più ampia e compatta”.  Queste le parole del presidente della Deputazione della Cappella di Santa Lucia, Pucci Piccione.

 

Il corteo religioso parte da Piazza Duomo, alle 15:30 circa. La processione, dopo aver percorso alcune vie di Ortigia, il centro storico del capoluogo aretuseo, passa nella zona umbertina. La processione si conclude nel quartiere Borgata S. Lucia, con l’arrivo del Simulacro e delle Reliquie intorno alle 22 con dei fuochi d’artificio.

Durante l’ottavario la settimana dal 13 al 20 dicembre, il Simulacro argenteo può essere venerato dalle migliaia di fedeli che arrivano da tutto il mondo. La processione del 20 dicembre, l’ottava, inizia alle 16:00 circa con l’uscita del Simulacro e delle Reliquie dalla Basilica di Santa Lucia al Sepolcro, in Piazza S. Lucia. La piazza è, come per il 13 dicembre, gremita di fedeli. Durante la lunga processione il Simulacro incontra il quadretto della Madonna delle Lacrime al Santuario e arriva in Cattedrale intorno alle 22.30 circa dove viene chiusa all’interno del Duomo, nella Cappella di Santa Lucia, e non visibile per motivi di sicurezza.

Durante le due processioni del 13 e del 20 dicembre prorompe il grido dei trasportatori della Statua: “Sarausana jè” cioè “Siracusana è”, un vanto e un onore per i cittadini, vista la sua origine siracusana. Proprio nelle catacombe della città siciliana, le più estese al mondo dopo quelle di Roma, è stata ritrovata un’epigrafe marmorea del IV secolo che è la testimonianza più antica del culto di Santa Lucia.
Santa venerata in tutto il mondo, ci sono anche tante opere d’arte a lei dedicate.

Il 13 dicembre, il giorno più corto dell’anno, è festa in molte città. E ovunque il suo culto ha ispirato tradizioni e leggende. Una delle più diffuse, legata al Natale, si trova nel Nord Italia dove esiste una tradizione legata ai “doni di santa Lucia”, quasi una “collega” al femminile dei vari san Nicola, Babbo Natale e Befana che portano i regali ai più piccoli, i quali scrivono una lettera alla Santa, elencando i regali che vorrebbero ricevere e dichiarando di meritarseli, essendo stati bravi e obbedienti durante l’anno.

 

di Redazione


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